Metal… a headbangers…story…

28 12 2007

Mi chiedo spesso, essendo metallaro da una vita ormai e fiero di esserlo, quale sia il motivo per cui il metal non si riesca a radicare nella cultura italiana, patria della musica “studiata” e sinfonica.

Appunto ho sempre considerato il metal un’evoluzione particolare della musica sinfonica. Quanti grandi chitarristi (Malmsteen) o gruppi, riprendono, riarrangiano sinfonie di grandi del mestiere di remoti tempi?

Il concetto di metal va ben oltre il luogo comune di casino o rumore. Il metal è un genere dove non basta e non serve far ballare la gente per far capire una melodia. Il metal è la potenza musicale dell’estro umano che si esprime in trentaduesimi o sessantaquattresimi, in scale incredibili e veloci di chitarre o bassi che richiedono ore ed ore di studio.

Anche se le diverse sfaccettature, i diversi generi interni allo stesso heavy trattano spesso motivi poco cattolici, certo chi lo suona deve però aver ottenuto un dono dall’altissimo. E’ un manifesto di quando sia potente un dono divino. Ihihihi!

glts


Ma come mai in Italia, sebbene sia questa la nazione patria della cultura europea, il metal non sfonda come avviene, invece in terra germanica o scandinava (ed ultimamente ispanico-portoghese)?

Milioni di volte ho cercato una risposta dentro di me, e penso di averne trovate alcune.

Gli americani si vantano di essere stati gli inventori di questo genere… probabile… ma allora diventa necessario introdurre due scuole di heavy: l’americana, appunto, e l’europea.

L’americana presenta una scena di gruppi e musicisti che io giudico essere figli del sogno americano e cioè molto”girls girls girls”, molto “manowar” (ti faccio vedere i muscoli, faccio metal perchè sono rude…), o sono io il più forte… Nota a parte sono gli Slayer, i vecchi Anthrax, i vecchi Metallica, gli Overkill ecc. ecc. (gente coi controcogl…i).

La scuola europea è moooolto più varia e legata alla cultura medievale. Senza vanto, ma è mooolto più profonda nei contenuti.

Dai notissimi Iron Maiden (portabandiera con Stratovarius, Helloween e Gamma Ray dell’euroheavymetal), fino alle gotiche produzioni firmate “Nuclear blast” europe o SPV.

La fazione metallica europea è caratterizzata dall’essere nata su un territorio ricco di storia del mondo. Dalle grandi battaglie celtiche-romaniche, alle medievali alle moderne, garantisce agli headbangers terreno fertile per raccontare con canti dalle acute voci o dagli oscuri, malefici “scream” o “growl”, le nostre religioni e culture.

L’europa del nord sforna penso almeno il 70% della discografia metalleuropea. Dai più svariati generi… l’alleanza post-vichinga di svezia-norvegia-finlandia-danimarca e germania presenta gruppi per tutte le salse, per tutti i sottogeneri: Death, black, trash, power, grind, gothic, dark, speed, doom, classic, white, ed il recente Viking Metal.

Ma come mai la sì e qui no, o meglio, come mai il metal serio arriva fino al nord Italia e basta?

Le ragioni penso siano sociali e cultural-religiose, nonchè geografico-climatiche (ebbene sì).

Il nord Italia presenta molte caratteristiche in comune col nord europa… Dal freddo, all’economia, alla storia, alla mentalità della gente (poi più dark della nebbia…). Una volta pioveva anche molto e nevicava anche mooolto… I gruppi in tournee difficilmente scendono lo stivale oltre Firenze, (e dato l’interesse della gente al genere, farebbero pochi soldi). Quest’estate forse si è un pò aperto il meridione al metal.

Comunque, come per tutte le cose, si stà togliendo anche al nord lo spazio metal, basta vedere che razza di schifo stanno diventando i vari “Gods of metal” ecc ecc, la romanica “Live” che dovrebbe organizzare i concerti, come per tutte le cose sa dove magnà. Così invece di fare come i tedeschi che a Wacken nel prezzo di 90euro per 3 giorni di festival include campeggio, bevande, cibo e parcheggio, ti rifila un 100 euro per l’arena parco nord per vedere non più di 30 gruppi in 3 giorni con birra media a 4 euro o più, parcheggio e campeggio esclusi.

E il nord s’attacca e il sud viene privato di ciò che è sicuramente più bello di Gigi d’alessio.

L’Italia in generale paga anche nel metal i malgoverni degli ultimi 40 anni. La mancanza di giovani che seguono il movimento ( in Italia ci sono troppi vecchi e troppo cattolici), i costi elevati per seguire un concerto, le scarse radio rock che sono tutte concentrate tra lombardia-piemonte-veneto-emilia e toscana… E l’ottusità vaticana che regna.

Ha ragione il mitico Pino Scotto bisogna pisciargli in testa a questi bastardi… 40 anni che fanno cover di vasco rossi o che ti cantano l’happy hour o cos’hanno fatto al mattino appena svegliati. Ma basta.

Finirà prima o poi, come in tutte le cose, arriverà il metal anche più giù, con un pò di ritardo, ma arriverà.

E la gente imparerà che non bisogna stare al parlamento per più di 10 anni. E che non deve fregare nessuno.

Magari…

La speranza è l’ultima a morire…

Ciao!


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