Mi chiedo spesso, essendo metallaro da una vita ormai e fiero di esserlo, quale sia il motivo per cui il metal non si riesca a radicare nella cultura italiana, patria della musica “studiata” e sinfonica.
Appunto ho sempre considerato il metal un’evoluzione particolare della musica sinfonica. Quanti grandi chitarristi (Malmsteen) o gruppi, riprendono, riarrangiano sinfonie di grandi del mestiere di remoti tempi?
Il concetto di metal va ben oltre il luogo comune di casino o rumore. Il metal è un genere dove non basta e non serve far ballare la gente per far capire una melodia. Il metal è la potenza musicale dell’estro umano che si esprime in trentaduesimi o sessantaquattresimi, in scale incredibili e veloci di chitarre o bassi che richiedono ore ed ore di studio.
Anche se le diverse sfaccettature, i diversi generi interni allo stesso heavy trattano spesso motivi poco cattolici, certo chi lo suona deve però aver ottenuto un dono dall’altissimo. E’ un manifesto di quando sia potente un dono divino. Ihihihi!
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